Diritto di informazione o curiosità morbosa?

a_672-458_resize[1].jpgIl Corriere della Sera ha pubblicato alcune foto scattate durante le fasi del rinvenimento del corpo della povera Sarah Scazzi.

Immagini cruente. All’inizio non ci si accorge nemmeno che quello che appare nelle prime due foto è il corpo della ragazza, ricoperta di terra e  a faccia in giù nell’acqua melmosa.

Certo, nessuno è costretto a guardarle quelle foto. Ma resistere alla curiosità morbosa provocata dagli odierni mezzi di informazione non è affatto facile.

Perché una cosa è andare sul web a caccia di immagini cruente (in questo caso sarebbe necessario recarsi al più presto da un bravo psicanalista), un’altra cosa è invece aprire il sito del Corriere e averle lì, a portata di mano, con la consapevolezza che a separare la propria curiosità da quelle immagini crude c’è solo un clic. Troppo poco.

Eppure una sentenza della Cassazione aveva posto un limite al diritto di cronaca. La pubblicazione di questo genere di scatti ”… va ricompreso nel ‘trattamento illecito di dati personali’ e dunque è passibile di condanna penale”.

“Il danno morale arrecato -secondo Piazza Cavoursi ripercuote anche su terzi e non soltanto sulla persona immortalata”.

A chi giova allora la pubblicazione delle foto del rinvenimento del cadavere di Sarah Scazzi?

Le fotografia, in questo caso, è davvero essenziale alla comunicazione del fatto?

Sembra che l’unico confine tra il diritto di cronaca e il rispetto della persona, della morale e del comune senso civico sia rappresentato dall’avviso che ci si sta per imbattere nella visione di immagini particolarmente crude e sconsigliate ad un pubblico sensibile.

Troppo poco.

 

Diritto di informazione o curiosità morbosa?ultima modifica: 2012-01-05T14:06:00+01:00da fracascio
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