15/02/2012
Dimettetevi tutti!
Non è ai 27 parlamentari indagati che rivolgo il mio appello. E’ invece ai restanti 63 deputati dell’Assemblea Regionale Siciliana che mi rivolgo. A quelli che (almeno finora) non hanno avuto guai con la giustizia, a quelli che svolgono il loro mandato ininterrottamente senza le pause imposte dai provvedimenti di custodia cautelare, a quelli che non espletano il loro mandato lontani dalla Sicilia perché (paradosso dei paradossi per un parlamentare siciliano) hanno il divieto di dimora nell’Isola.
E’ vero che non hanno colpa se 27 loro colleghi non masticano di questione morale né è giusto che paghino per responsabilità altrui. E’ pur vero che a tenere in vita quel sistema malato che è ormai l’Assemblea Regionale Siciliana sono proprio loro, “la parte sana”. E’ ora che prendano atto che così non si può andare avanti, che agli occhi del resto della nazione i siciliani passano come un popolo abituato a convivere con l’illegalità. Perché il processo di normalizzazione che riguarda l’anomalia dell’ARS sembra ormai essersi compiuto. Lo dimostra la semplicità con cui il Presidente dell’ARS ha annunciato in aula il reintegro di un deputato a cui sono stati revocati gli arresti domiciliari, come si trattasse del ritorno in classe dopo una lunga malattia.
Ai 63 deputati dell’ARS non indagati dico: dimettetevi subito, tutti quanti. Staccate la spina a questo sistema ammorbato. Sarebbe il miglior modo per dimostrare al resto d’Italia che in Sicilia la normalità è la legalità e non il contrario. Un motivo di riscatto per tutti i siciliani onesti.
Se non avete intenzione di fare questo sacrificio (grandissimo, lo so) vi chiedo almeno di astenervi dal pronunciare la parola legalità. Perché girandovi dall’altra parte in pieno spirito corporativo tenete in vita un apparato in cui si annida l’illegalità diffusa.
16:47 Scritto da: fracascio | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
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14/02/2012
La Rai, Sanremo e l'odioso balzello.
I lustrini luccicanti di Sanremo arrivano proprio nel momento opportuno. Un tempismo perfetto, quasi calcolato ad arte. Perché di solito è proprio questo il periodo in cui (soprattutto i ritardatari, quelli che hanno sborsato 112 euro nell’ultimo giorno utile) ci si chiede per quale motivo bisogna ancora pagare il canone Rai. Una tassa anacronistica, risalente alla preistoria delle comunicazioni. Per farsi un’idea basta leggere l’art.1 del Regio Decreto Legge n.246 del 1938 (convertito poi in legge, il governo era quello di Benito Mussolini) a cui il canone fa riferimento: «Chiunque detenga uno o più apparecchi atti od adattabili alla ricezione delle radioaudizioni è obbligato al pagamento del canone di abbonamento».
Il canone è una tassa che forse aveva un senso quando esisteva il monopolio statale della televisione. Quando ancora la televisione era fatta da due soli canali e le trasmissioni si concludevano a sera tarda e sullo schermo rimaneva il monoscopio Rai e, in sottofondo, l’insopportabile fischio sibillino fino all’indomani mattina. Magari aveva ancora un senso ai tempi della prima rozza Mediaset (quella che mandava in onda la notte di Capodanno in differita e il brindisi arrivava un po’ prima o un po’ dopo) che riusciva a rendere odioso anche il film più amato, interrompendolo ogni sette-otto minuti con la pubblicità. Cosa che la Rai non faceva, e non dovrebbe oggi fare. Perché la Rai potendo contare sul canone non dovrebbe avere pubblicità, come tutte le tv pubbliche europee.
La nozione di servizio pubblico, poi, è ormai più che superata. La Rai poteva definirsi servizio pubblico ai tempi di Non è mai troppo tardi di Alberto Manzi, la trasmissione che aveva il fine di insegnare a leggere e a scrivere agli italiani che avevano superato l'età scolare. Oggi non più. Che servizio pubblico può fornire un’azienda lottizzata, dove le assunzioni avvengono in modo clientelare, dove vige il lecchinaggio istituzionale (Minzolini docet) e pratica diffusa è la genuflessione dei dirigenti al politico potente di turno? Grottesca, ad esempio, è stata la recente reazione di Alberto Maccari, direttore del Tg1, alla telefonata del finto Bossi. «Sappia di poter contare su un amico. Un po’ di riguardo per il Nord? Senz’altro.. ». Perché dobbiamo pagare lo stipendio a uno come Maccari (o a uno come Vespa) che si cala le braghe davanti a un (finto per giunta) Bossi qualunque? Perché dobbiamo pagare per mantenere programmi volgari e diseducativi per i nostri figli come L’Isola dei Famosi? Perché dobbiamo finanziare fiction inguardabili giunte alla quarta serie per accontentare chissà quale dirigente o programmi pomeridiani che fanno venire il voltastomaco?
La Rai dovrebbe essere privatizzata (nessuno si è mai preso la briga di dare seguito alla volontà popolare espressa con il referendum del 1995). L’unica strada percorribile per giungere all’eliminazione di questo inconcepibile tributo.
19:15 Scritto da: fracascio | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
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13/02/2012
La casa dell'illegalità.
(foto da Terrasiniblog)
Una casa di riposo abusiva gestita da due donne, madre e figlia, che ospitava 7 anziani, in una villetta sita sulla strada statale nel territorio di Terrasini (Palermo). L’hanno scoperta i poliziotti del Commissariato di Partinico. La notizia la riporta il sito di informazione locale Terrasiniblog.
Niente di eccezionale (di case di riposo abusive ne vengono scoperte a decine) se non fosse che quella villetta è la stessa che per circa tre anni ha ospitato parte della lunga latitanza di Salvatore e Sandro Lo Piccolo, i sanguinari boss mafiosi dello “storico” mandamento di San Lorenzo, arrestati poi nel novembre del 2007.
In quella casa a due piani dove i Lo Piccolo trovarono riparo grazie alla complicità di due insospettabili coniugi, in seguito arrestati anche loro per averne favorito la latitanza, c’era anche una piccola palestra che il rampollo Sandro usava per tenersi in forma.
Da covo dei boss latitanti a casa di riposo abusiva. Non c’è pace per quella villetta, ancora una volta sottoposta a sigilli, le cui mura sembrano destinate a contenere l’illegalità.
11:13 Scritto da: fracascio in opinioni | Link permanente | Commenti (1) | Segnala | OKNOtizie |
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