17/02/2012
Quella volta che Rosa Balistreri fu esclusa dal Festival di Sanremo.
La motivazione ufficiale che portò all’esclusione di Terra ca nun senti dal ventitreesimo Festival di Sanremo del 1973 fu che il brano non era inedito. Ma per Rosa Balistreri, la straordinaria e ineguagliabile Rosa Balistreri, i motivi erano ben altri. Politici. «Sono una rossa, un tipo pericoloso per il sistema, temevano che ne combinassi qualcuna delle mie, che dicessi davanti a 30 milioni di telespettatori qualche frase scottante, cioè vera».
Fu la Fonit Cetra a volere Rosa a Sanremo con un pezzo bellissimo, struggente, intenso. Ma gli organizzatori sapevano chi era Rosa Balistreri. Rosa non la mandava a dire. La sua storia, per chi la conosce, è fatta di impegno politico, soprattutto accanto ai più deboli. E nelle sue canzoni non risparmiava nessuno. Mafia e parrini, per citarne una, la dice lunga. «Adesso ho deciso di gridare le mie proteste, le mie accuse, il dolore della mia terra, dei poveri che la abitano, di quelli che l'abbandonano, dei compagni operai, dei braccianti, dei disoccupati, delle donne siciliane che vivono come bestie. Era questo il mio scopo quando ho accettato di cantare a Sanremo».
Fu un Festival strano quello del 1973. La Rai, ad esempio, per motivi rimasti ignoti, non trasmise le prime due serate. Oltre all’esclusione di Rosa, si registrò il ritiro della canzone di Adriano Celentano, L'unica chance. Il “molleggiato” mandò agli organizzatori un certificato medico per “gastrite festivaliera”. Ecco come la pensavano su Celentano gli inviati di allora: «Sono anni ormai che ricorre con successo alle solite sparate per mantenere vivo il fascino del suo personaggio. Purtroppo trova sempre qualche stupido che gli da retta, che lo querela, che fa dichiarazioni sui giornali, conferenze-stampa, insomma che fa il gioco di Celentano». Era il 1973: i giudizi su Celentano non erano tanto diversi rispetto a quelli di oggi.
Rosa sì, era una rossa. E faceva politica. Il coraggio di questa donna, in un’epoca in cui opporsi al sistema era tutt’altro che facile, dovrebbe essere preso ad esempio dai tanti “artisti impegnati” (cantanti, attori, comici) e dai tanti indignados dei giorni nostri, bravi a fare i rivoluzionari dal divano di casa. «A Sanremo, i cantanti vanno per vendere più dischi e fare più soldi, io sono venuta qui per fare politica, per protestare cantando. Si può fare politica e protestare in mille modi, io canto. Ma non sono una cantante … sono un'attivista che fa comizi con la chitarra».
Ecco qual era la preoccupazione dei suoi, come li definisce lei stessa, “nemici politici”. Il timore che Rosa, donna e artista libera, potesse dire qualcosa di sconveniente andando contro quel sistema consolidato che lei tanto avversava. «Hanno visto giusto … non so se sarei stata capace di cantare davanti a quella gente elegantissima, reazionaria, travestita con abiti da carnevale».
Rosa avrebbe cantato e poi avrebbe detto: «Conosco il mondo e le sue ingiustizie … E sono certa che prima o poi anche i poveri, gli indifesi, gli onesti avranno un po' di pace terrena».
Al Festival della Canzone Italiana del 1973 trionfò Peppino Di Capri con Un grande amore e niente più.
Foto e brani dell’intervista a Rosa Balistreri dal sito www.rosabalistreri.it
14:07 Scritto da: fracascio | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
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