11/02/2012
Le primarie (?) del centrosinistra palermitano.
Basta avere un euro in mano e il 4 marzo a Palermo si potrà votare alle primarie del centrosinistra per il candidato sindaco. Dopo un lunghissimo travaglio fatto di se, ma, a meno che, tranne che, solo se, etc. finalmente le primarie hanno visto la luce. Lo spirito che caratterizza le primarie (che non sono i caucus, anche perché ci sarebbe voluto un altro mese solo per spiegare cosa diavolo sono i caucas) si può riassumere in concetti quali partecipazione, democrazia dal basso, coinvolgimento della società civile, bla bla bla …
Insomma, il candidato sindaco del centrosinistra, quello che dovrebbe andare a vincere le elezioni sul velluto (“una passeggiata di salute”), lo sceglieranno i cittadini tra una rosa di candidati.
Sicuro? E’ proprio così? Davvero si tratta di una scelta libera scevra da ogni condizionamento?
Oppure le primarie sono solo un bluff utile a mascherare scelte già fatte dall’alto?
Vediamo.
Fino a qualche giorno fa la situazione stava precipitando: le primarie erano in procinto di passare in cavalleria, tanto che si paventava addirittura il ritiro di Rita Borsellino, candidata della prima ora del PD (non tutto), di SEL e, last but not least, dell’IDV.
Le cose poi si sono sistemate grazie al deus ex machina sceso direttamente da Roma, con le fattezze di Bersani, Vendola e Di Pietro.
I tre hanno rispolverato la foto di Vasto, ultimamente un po’ sbiadita, e hanno raggiunto l’accordo sulla sorella del giudice ucciso dalla mafia. Accordo che in realtà nasconde il vero interesse, quello dell’unità delle tre sigle alle prossime elezioni nazionali. Chiamiamolo pure accordo propedeutico. Conseguenza della convergenza sulla Borsellino, l’uscita di scena di Leoluca Orlando che solo dietro ordine di scuderia (per il bene del partito, per il bene della coalizione futura e, dicono i maligni, per un ministero assicurato in caso di vittoria del centrosinistra alle prossime politiche) ha accettato di fare il pesante passo indietro.
Il primo possibile candidato, quindi, è stato sacrificato dalle strategie delle segreterie dei partiti. Altro che società civile, partecipazione, democrazia dal basso, bla bla bla …
Altro candidato è Davide Faraone, il rottamatore, l’uomo del bing bang, il figlioccio del sindaco di Firenze Matteo Renzi, autoproclamato candidato sindaco già dal 2010, bypassando il suo partito, il PD, dal quale però non si è mai allontanato. Ha proposto la sua candidatura infischiandosene dei giochi di segreteria, roba che nella Prima Repubblica un minuto dopo sarebbe stato messo alla porta senza tanti complimenti. Altri tempi.
Decisione coraggiosa la sua, per carità, ma che cozza terribilmente con quella “disciplina di partito” che Faraone aveva invocato per giustificare il suo voto favorevole all’ultima manovra finanziaria del Governo Lombardo. Disciplinato sì, ma a fasi alterne.
Ultimamente ha dichiarato: «La mia intenzione non è quella di candidarmi per poi avere un posto come Ministro o deputato nazionale. Mi candido per la mia città». Excusatio non petita, accusatio manifesta? Lo scopriremo solo guardando la lista del PD nei collegi toscani alle prossime nazionali.
A Fabrizio Ferrandelli bisogna dare atto di avere fatto uscire il centrosinistra da una situazione di impasse. Immediatamente dopo l’annuncio della sua partecipazione alle primarie, infatti, il meccanismo che ha infine portato all’appuntamento del 4 marzo si è d’incanto rimesso in moto.
Ferrandelli si definisce espressione della “società civile”. Ora, definirsi “candidato della società civile”, privo quindi di appartenenza partitica, sembra essere caldamente consigliato in una fase storica in cui la diffidenza nei confronti della politica ha raggiunto picchi elevatissimi. La candidatura di Ferrandelli è invece, a mio avviso, squisitamente politica (che male c’è, poi? « La politica è bella »). Ha trovato l’accordo con un candidato alle primarie (Ninni Terminelli), ha fatto convergere su di sé un’area rilevante di un partito come il PD (l’asse Cracolici-Lumia). Se non è politica questa …
Il suo ex partito, l’Italia dei Valori, lo ha quasi ripudiato. In maniera ingrata, forse. Perché se in questi anni la sigla IDV è circolata in città è proprio grazie all’agguerrito consigliere che ha cavalcato più di una battaglia sociale (a volte forse in maniera un po’ troppo avventata). Merito suo, senza dubbio, più che degli ingessati organi provinciali del partito.
Il 4 marzo 2012 la parola quindi ai cittadini, chiamati a scegliere il candidato sindaco del centrosinistra.
Scegliere o ratificare una scelta già fatta?
In fin dei conti le primarie sono sempre un’occasione di festa. E’ marzo, magari ci sarà pure una bella giornata di sole, l’ideale per portare la famiglia a spasso. Cosa volete che sia un euro?
10:41 Scritto da: fracascio in opinioni | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: primarie, palermo, centrosinistra, borsellino, orlando, ferrandelli, faraone | OKNOtizie |
Facebook



Scrivi un commento