08/02/2012

Senzatetto. La vita può cambiare in un solo giorno.

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di Marzia Bencivinni

 

“Dedico a te questa giornata e tutte quelle che verranno.

Fermo lì, riverso sul marciapiede, testa reclinata verso il cielo, a guardare..che cosa poi..con l’aria di chi le logiche e i fili li ha persi da tempo. Fili invisibili ma..per tanti di noi..convinti che siano così poco invisibili, intrisi di orgoglio, quasi robusti! La tua vita è lì, stampata in faccia, segnata come una mappa..visibile e comprensibile ai più ma..a chi importa! Ma a tratti, così sorridente…

Stamattina ho incrociato il tuo sguardo sofferente ma..intriso di vita e di speranza.

La dedico a te questa giornata, a te che odori di tutto ciò che ti manca. A te che sai di tutto ciò che..non hai e che forse non avrai mai più!”

 

Diventare barboni, homeless, emarginati, ‘marginali’, randagi di strada. Innumerevoli e a dire il vero un po’ abusate le definizioni dei ‘senzatetto’.

Per molti è stato un attimo, un intoppo, un tragico deragliamento. Perché a volte la vita può cambiare e soffocare in un solo giorno!

Dimenticati, brandelli per strada, allontanati dal mondo, riversi sui marciapiedi, occhi dietro le lacrime, pugni chiusi, nelle nostre stazioni, nelle nostre strade in cerca di un frammento di vita, di una scheggia di cibo, di un rifugio per la notte, per la vita , tra l’indifferenza di molti, con un destino disperatamente diverso dai più!

Sessanta mila i senzatetto in Italia. Solo a Roma se ne contano seimila, di cui circa mille nei centri di accoglienza, il resto per strada. Duemila e anche più a Torino, cinquemila a Milano, alla cui lista infine si aggiungano i ‘nuovi poveri’. Qualcuno li ha definiti i ‘barboni con il cellulare’; sono i nuovi disoccupati, i neo licenziati, i nuovi numeri della gente comune, nuovi numeri di emarginazione, di lavoratori che hanno perso tutto, le proprie certezze e che giornalmente barattano la propria sopravvivenza, qualcuno la chiama ancora vita, con le associazioni di volontariato o dei Comuni, in cerca di un contatto, la maggior parte di loro in cerca di un pezzo di pane o di un cartone dove rifugiarsi.

Il gelo di queste ultime ore ha riportato alla cronaca la questione dei senzatetto e forse ha mosso un po’ la pietà e la sensibilità di tanti! La neve, il gelo ha messo in ginocchio tutti, molte città italiane sono rimaste isolate sotto la morsa del ghiaccio, le Ferrovie dello Stato in tilt, trasporti pubblici ko, ritardi nei piani di emergenza.

Stime di ‘barboni’ che cercano di resistere stretti ai loro cartoni, dentro i vagoni delle metropolitane o sui marciapiedi, al gelo, che noi, isolati o no, guardiamo dagli schermi dei nostri televisori. Trecento le ultime stime dei morti assiderati per strada!

E quella stessa ‘governance’, i nostri Amministratori, i nostri Sindaci, la Protezione Civile che non è stata in grado di metterci al riparo dalla nevicata, se pure imprevista, o di far funzionare quei piani di emergenza, oggi ci investe di inquietudine. Ci fa paura.

E nel balletto dell’indignazione di piani di emergenza non funzionanti, di paesi isolati, di black out e di scuole chiuse, molte invece le iniziative di solidarietà e di assistenza di alcuni Comuni, della Caritas e di altre associazioni di volontariato. Tendopoli improvvisate, raccolte di coperte, distribuzione di pasti caldi.

A Palermo i volontari di alcune associazioni nelle ultime ore hanno offerto assistenza ai senzatetto della città e provveduto alla distribuzione delle coperte raccolte tra la gente comune della nostra città.

A sopperire alle mancanze delle istituzioni ci pensa la solidarietà tra gli uomini.

 

11:51 Scritto da: fracascio | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

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