06/02/2012

Tutti zitti.

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Mi sono sbagliato. Nel post Pubblicità Regresso in cui parlavo dello slogan Finalmente i siciliani parleranno utilizzato da una compagnia telefonica per annunciare il suo ingresso nel mercato siciliano, facevo riferimento al fatto che di lì a poco i politici siciliani sarebbero insorti contro una pubblicità che di fatto danneggia l’immagine della Sicilia.

Lo stereotipo preso in prestito dall’azienda di telefonia è sicuramente quello più odioso: il siciliano  omertoso, che non parla, che si fa i fatti suoi e che campa cent’anni. Un modo deplorevole di rappresentare la Sicilia attraverso cliché e luoghi comuni, anziché comunicare i suoi valori.

L’immagine della Sicilia ne esce a pezzi, soprattutto in questa fase storica in cui la coraggiosa collaborazione di parecchi commercianti siciliani, piegati dalle richieste di pizzo, è stata finora decisiva per assestare duri colpi a Cosa Nostra.

Per questo mi aspettavo una forte reazione. Ma mi sbagliavo.

Mi aspettavo una presa di posizione dal Presidente della Regione Sicilia Raffaele Lombardo, per esempio. Proprio negli stessi giorni in cui nella sua Catania, insieme a sant’Agata sfilavano i manifesti contro il pizzo. Lo  stesso Raffaele Lombardo che non ha perso tempo a querelare l’allora direttore del Tg1 Augusto Minzolini per alcuni servizi che secondo il Presidente danneggiavano l’immagine della Sicilia.

Mi aspettavo una reazione dal Presidente dell’ARS Francesco Cascio. Silenzio assoluto. Anzi, il link dell’articolo del Corriere del Mezzogiorno che ho pubblicato sulla sua bacheca è stato rimosso quasi immediatamente. Da lui o da chi  gestisce il suo profilo Facebook.

Mi aspettavo una reazione da qualsiasi “onorevole” siciliano. Silenzio assoluto anche dal Partito Democratico, evidentemente troppo impegnato con le beghe interne in vista delle primarie per il candidato sindaco.

 

Perché i politici siciliani non hanno mosso un dito né detto una parola contro una pubblicità che offende la Sicilia? Già, perché?

 

La stampa, poi. Solo il Corriere della Sera, attraverso il sito Corriere del Mezzogiorno, ha riportato la notizia.

Benché informati, il Giornale di Sicilia e Repubblica Palermo hanno fatto gli gnorri.

Quella pubblicità, con quello slogan offensivo, fa bella mostra di sé nelle pagine di questi due ultimi quotidiani. In effetti, come avrebbero potuto pubblicare qualcosa contro un’azienda che paga (legittimamente, per carità) fior di quattrini per gli spazi pubblicitari?

Ne hanno parlato solo alcuni siti e blog, tra i quali Socialsicilia e Palermoreport.it

Troppo poco. Ma almeno c’è qualcuno che ne parla.

Perché i siciliani, mettetevelo bene in testa, parlano!

 

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