03/02/2012
Pubblicità Regresso.
Il cliché del siciliano omertoso, anche se ormai abbastanza inflazionato, rende sempre. E' quello che avranno pensato i geniali creatori dello slogan pubblicitario della nuova compagnia telefonica Italiacom, da poco sbarcata in Sicilia.
Già all’aeroporto “Falcone e Borsellino” (i turisti in arrivo ne saranno entusiasti) un manifesto gigantesco avvisa che “Finalmente i siciliani parleranno!”, slogan dal fin troppo evidente doppio senso. Sotto la scritta, la faccia di un tipaccio che non promette nulla di buono, coppola d’ordinanza ben fissata in testa.
In attesa del festival dell’indignazione che a breve si scatenerà (già immagino i comunicati dei politici siciliani abituati a inorridire dinanzi a cose del genere, ma “niente ci fa” se un terzo dei deputati dell’Assemblea Regionale Siciliana risulta avere guai con la giustizia), un’unica considerazione: i dirigenti di Italiacom non hanno forse pensato al numero di potenziali clienti che perderanno a causa dell’infelice trovata pubblicitaria. Non tanto tra quei siciliani che si sentiranno offesi, ma tra quelli che riterranno poco seria e affidabile e per niente innovativa una compagnia telefonica che si propone sul mercato attraverso una campagna pubblicitaria fatta di slogan così banali e scontati. Un clamoroso effetto boomerang.
Il Corriere del Mezzogiorno.it, la versione locale del Corriere della Sera.it, ha dato spazio alla vicenda sollevata da questo post. Leggi qui.
01:38 Scritto da: fracascio | Link permanente | Commenti (1) | Segnala | OKNOtizie |
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Commenti
L'uso e l'abuso dei soliti stereotipi 'omertosi' oggi provoca indignazione e proteste ma sopratutto...evidenzia come si possano violare con poche parole 'discriminatorie e offensive' quelle regole minime di comunicazione e di rispetto della cultura di un intero popolo. Nella specie, quello siciliano!
Pubblicità discriminatoria e...violazione del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.
Vorrei evidenziare l'opportunità per quanti lo desiderassro di una segnalazione all' IAP (Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria), chiedendo il ritiro delle affissioni.
Il modulo è liberamente scaricabile in rete.
Marzia
Scritto da: marzia1972a | 03/02/2012
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