17/12/2011

Giovanni "Maronna"

 

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Nel mio paese, Terrasini, c’era un personaggio curioso. Andava in giro stringendo tra le mani un barattolo sul quale erano incollate alcune immagini sacre. Si chiamava Giovanni, ma poiché menzionava costantemente la Madonna nel chiedere un’offerta gli fu affibbiato il soprannome di Giovanni "Maronna".

 

Giovanni lo si poteva definire uno  schonrrer, la meravigliosa figura della cultura yiddish, il mendicante fiero di essere mendicante, paragonabile allo scemo del villaggio. Ma scemo Giovanni non era. Assolutamente. Non infastidiva, chiedeva l’obolo sempre con grandissima discrezione. Mai si mostrava insistente, mai insolente. Mai il suo barattolo finiva sotto il mento dei passanti. L’offerta la chiedeva attraverso il suo grido un po’ strozzato e i suoi occhi azzurri perlati.

 

Non elemosinava. Chiedeva una donazione  per la Madonna. Il suo refrain (pamaruonna!) era così efficace che i suoi compaesani finivano per convincersi che l’obolo andasse veramente alla Madonna.

 

Di Giovanni Maronna ricordo la sua camminata scomposta e i vestiti due volte più larghi della sua misura. Le rughe sul viso generate da un sorriso perenne.  E le mani sottili, quasi appuntite.

 

Ma soprattutto ricordo l’intensa autoironia, come se ogni giorno recitasse la parte di quel personaggio che gli era stato cucito addosso.

 

Giovanni apriva il corteo ai funerali dei suoi concittadini. Non ne mancava uno. Al suo partecipò una folla commossa, sindaco compreso.

 

La foto che lo ritrae è stata scattata nell’estate del 1982, in pieno Mundial di Spagna.

 

Quel bambino di 8 anni seduto accanto a Giovanni Maronna è il sottoscritto.

11:48 Scritto da: fracascio | Link permanente | Commenti (1) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

Commenti

Piccolo mondo antico...

Scritto da: penny | 19/12/2011

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