Nove euro a testa, questo è il cammino …

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«L’incanto di Mozia, il suo lindore e il suo fascino sono un patrimonio comune a tutti coloro che abbiano almeno una volta avvicinato quest’isola (…) un’attrazione aperta a tutti i visitatori della Sicilia Occidentale.»

Così si legge nel sito della Fondazione Whitaker proprietaria dell’isola di Mozia (o anche Mothia, Motya), antica città fenicia – recita Wikipedia – sita sull’isola di San Pantaleo, nello Stagnone di Marsala.

Eppure per entrare nell’isola dove avrebbe pure riposato Garibaldi “dopo aver proferito in Marsala il gran detto Roma o morte”, ci vogliono nove euro per gli adulti e cinque per i bambini. Senza contare i cinque euro a testa per il battello (nemmeno 5 minuti di navigazione) per raggiungere l’approdo.

Insomma, a una famiglia composta da quattro persone volano via quasi 50 euro senza avere ancora messo piede nell’antica città fenicia. E’ la “politica” della Fondazione che non intende abbassare i prezzi per l’ingresso nell’isola, nonostante i continui appelli degli operatori del turismo locale che più di una volta hanno bussato alla porta della Fondazione ricevendo sonori rifiuti alla richiesta di diminuire il costo del ticket di ingresso e all’invito alla collaborazione per incrementare le visite e quindi favorire l’indotto.

Maggiore flusso di turisti, maggiore flusso di denaro che sarebbe tra l’altro utile per dare una sistemata all’isola che ultimamente – a detta di chi l’ha visitata – sembrerebbe essere un po’ trascurata.

Evidentemente alla Fondazione Whitaker, che oltre all’Isola di Mozia gestisce anche il patrimonio storico-artistico di Villa Malfitano a Palermo, non hanno bisogno di liquidi. I 439 mila euro che la Regione Siciliana gli ha appena attribuito grazie alla famigerata tabella H, il fondo regionale che garantisce le clientele, in fondo bastano e avanzano.

 

Nove euro a testa, questo è il cammino …ultima modifica: 2013-06-29T16:21:00+00:00da fracascio
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